FiorettoNews

Coppa del Mondo, Olga Rachele Calissi sale sul podio a Guadalajara

La fiorettista in forza al Club Scherma Roma ha conquistato la semifinale dopo aver battuto la compagna di nazionale Errigo e la francese Thibus

Il tempo delinea la vita di una persona. E la capacità di saperlo usare ne colora l’esistenza. Usare, non sfruttare, come sovente si dice. Perché sfruttarlo presuppone un abuso di quei minuti; e abusare è un verbo che di accezioni positive non ne ha. Per questo chi usa il tempo nel modo giusto è colui che non sarà mai sopraffatto dall’incertezza o dal timore dello spreco di una vita.
Olga ha ventinove anni e, dopo un’intera adolescenza e maturità passata a conciliare il suo tempo tra studi e allenamenti, la routine che ormai da vent’anni le appartiene l’ha condotta sul podio di Guadalajara. In un momento storico in cui le difficoltà sembrano scandire quel tempo di cui sopra, per un breve istante (durato qualche ora) tutto questo è sembrato non esistere. Soltanto la pedana ha acquistato significato.
Gironi ed eliminazioni dirette, tutto come sempre. Qualche chilometro più in là delle ultime volte, certo, ma la routine, quella maledetta, sempre uguale. Forse le sensazioni stavolta erano diverse: una consapevolezza mista a sana ansia, che miscelate insieme hanno tirato fuori il meglio dall’atleta toscana, romana d’adozione. Il girone completato con sole vittorie ha fatto sì che andasse direttamente alla giornata successiva.
Poche ore, giuste, di riposo, in attesa di un assalto che da due anni era in attesa di essere tirato. E così, dopo l’ingresso nei trentadue a discapito della russa Pirieva, seguito dalla vittoria per i sedici contro l’americana Deschner, ha messo in piedi un piccolo capolavoro. Prima è riuscita a battere per 15-12 la compagna di nazionale Arianna Errigo, poi si è assicurata la zona medaglie grazie al definitivo 15-12 con cui ha segnato l’uscita di scena della transalpina Ysaora Thibus.
A conti fatti, vista la strepitosa forma di Alice Volpi, il risultato della semifinale persa non può condizionare un sorriso che nasce spontaneo visto il risultato. Eppure resta quel pizzico di amarezza che lascia un’ombra di dispiacere sulla medaglia di bronzo conquistata, figlia di una consapevolezza ancora maggiore sul voler continuare a seguire questa strada.
Una in cui il tempo è amico, non bastian contrario. In cui è ricchezza, non limite. In cui è utilizzato, non sfruttato.

Tags

Articoli correlati

Close